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PERMESSO DI SOGGIORNO
Dopo aver ottenuto un'offerta di lavoro ci si dovrà procurare un certificato di residenza per un soggiorno superiore a 3 mesi che serve da carta di identità. Ci si deve recare all'autorità locale. Anche i familiari hanno diritto al permesso.
Chi vuole fermarsi per un periodo superiore ai tre mesi dovrà fare una déclaration d'arrivée (dichiarazione d'arrivo) alla sede del comune scelto come residenza entro cinque giorni dal suo ingressonel paese. Tale dichiarazione andrà ripetuta ogni volta che si sposta la residenza da un comune all'altro. Inoltre bisognerà segnalare alle autorità anche i cambi di residenza nell'ambito dello stesso comune. Il comune rilascerà una carte d'identité d'étranger (carta di identità per straniero), valida a tutti gli effetti come documento di identità.

IMPOSTE
Le imposte e i contributi assicurativi sono dedotti dal datore di lavoro. Assicurarsi di avere un codice.
E' opportuno aprire un conto in banca in quanto i versamenti (al lavoratore e dal lavoratore) vengono effettuati in genere direttamente da banche e uffici postali.

ALLOGGIO
Difficile da reperire e costoso. I contratti di affitto hanno la durata di almeno 3 anni e il locatario deve trovare un sostituto in caso di partenza anticipata.

DOCUMENTI ESSENZIALI DA PORTARE
1 Passaporto valido o Carta d'identità
2 Certificati originali di nascita e di matrimonio
3 Formulario sanitario"E" pertinente
4 Formulari "E" pertinenti per trasferimenti nell'ambito della sicurezza sociale
5 Curriculum Vitae tradotto
6 Copia delle qualifiche
7 Referenze di lavoro/personali tradotte

COME FARE IL CURRICULUM VITAE
Curriculum Europeo
A promuoverlo è la commissaria europea Viviane Reding, con una Raccomandazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle comunità europea del 22 marzo 2002. La Commissione Europea ha elaborato un format comune per la stesura dei CV. Il CV Europeo, che può essere redatto in formato cartaceo o elettronico, fornisce una panoramica standardizzata e comprensibile in tutti gli Stati membri del background educativo, delle competenze linguistiche e delle esperienze lavorative. In questo modo le imprese possono riconoscere in maniera immediata e trasparente le qualifiche dei candidati, da qualsiasi Stato membro essi provengano. L'obiettivo è facilitare l'accesso al mercato del lavoro in Europa, rendendo il curriculum stesso più efficace e favorendo la mobilità di studenti e lavoratori
Il curriculum vitae nello standard europeo ha 6 sezioni:
- informazioni personali (i dati anangrafici e i recapiti)
- esperienze lavorative (dalla più recente)
- istruzione e formazione (percorso scolastico e eventuali specializzazioni)
- capacità e competenze personali (skill acquisiti, anche non certificati)
- ulteriori informazioni (note, referenze)
- allegati.
La parte più innovativa è quella relativa alle competenze "supplementari": skill informatici legati alle nuove tecnologie o capacità di relazione e teamworking acquisite al di fuori dell'iter scolastico (al lavoro, in famiglia, durante il tempo libero).
L'obiettivo è quello di far emergere le capacità e le competenze linguistiche, artistiche, organizzative, relazionali, tecniche; sia che siano accompagnate da certificati sia che nascano da percorsi e esperienze non strutturate.

Il Curriculum vitae riflette molto la nazionalità del candidato e non segue un formato tipico per il Lussemburgo.
Solitamente esso è composto di due pagine e offre una panoramica sull'istruzione e sull'esperienza di lavoro del candidato.
In genere il CV è redatto in francese, tuttavia per i posti internazionali, questo può anche essere scritto in inglese.
La struttura del curriculum vitae deve necessariamente seguire i seguenti punti:
· Particolari che riguardano la persona
· Istruzione scolastica (istruzione secondaria e punteggi degli esami)
· Esperienza di lavoro (date esatte)
· Conoscenze linguistiche (incluso lussemburghese)
· Attività extraprofessionali

L'esperienza è considerata un fattore importante come i risultati scolastici, i punteggi degli esami e la conoscenza delle lingue straniere.

 

 

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I diritti dei lavoratori dei Paesi UE

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